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Italia Che Cambia
Pur Südtirol
Intervista alle imprese del Bene Comune
Italia Che Cambia - Intervista a Pur Südtirol

Italia Che Cambia e la Federazione per l'Economia del Bene Comune in Italia incontrano Pur Südtirol, una catena di distribuzione dei prodotti biologici enogastronomici dell’Alto Adige che permette a duecentoquaranta produttori SüdTirolesi di poter vendere i propri prodotti in una particolare location chiamata Mercato dei sapori.

Pur SüdTirol, oltre ad essere un luogo dove poter acquistare verdure, conserve, vini, pane ed altre specialità enogastronomiche, è anche un piccolo bistrot e take-away dove poter degustare alcuni piatti stagionali e biologici, con menù variabile di settimana in settimana. Ed è una delle aziende pioniere in Italia ad aver redatto due Bilanci dell’Economia del Bene Comune.

L'azienda nasce nel 2009 da un’idea di Ulrich Wallnöfer e Günther Hölzl, già ideatori della Casa del Vino di Merano. Lo shop online invece vede la sua nascita nel 2012. L’idea forte è quella di sostenere i produttori locali, il cibo sano e il chilometro zero, e nonostante l’inizio della crisi Pur SüdTirol vede subito crescere il proprio volume di affari, con particolare entusiasmo dei contadini della zona che vedono così realizzarsi la possibilità di avere un luogo dove poter distribuire con stabilità i propri prodotti.

L’incontro con l’Economia del Bene Comune è avvenuto nel 2011, quando Ulrich Wallnöfer incontra Christian Felber personalmente: già attento ai valori della sostenibilità e sostenitore delle idee di Flber, Ulrich sposa sin da subito la causa del Bilancio dell’Economia del Bene Comune insieme ad un gruppo di imprenditori altoatesini, per poi allargarla a tutto lo staff di Pur SüdTirol con un secondo bilancio.

I due soci Ulrich Wallnöfer e Günther Hölzl hanno realizzato da soli il primo Bilancio, per poi coinvolgere quindici collaboratori, divisi in gruppi di lavoro, per redigere il secondo Bilancio dell’Economia del Bene Comune: un processo durato ben un anno, nel periodo compreso tra il 2015 e il 2016. Nella stesura, oltre alle attività di Pur SüdTirol, è stato coinvolto anche lo staff della Casa del Vino di Merano.

Christian Raffl,responsabile dell’area amministrazione, è uno dei collaboratori coinvolti nella stesura del secondo Bilancio: “Io, di solito, per lavoro redigo il bilancio fiscale classico in azienda. Al contrario di questo strumento, ho potuto constatare che il Bilancio dell’Economia del Bene Comune è lo strumento ideale per verificare lo status quo dell’azienda, il punto di partenza per capire cosa vogliamo cambiare del nostro modo di lavorare, al fine di avere un impatto positivo sulla società e contribuire insieme al cambiamento”.

Il coinvolgimento dei dipendenti nella stesura del Bilancio dell’Economia del Bene Comune è avvenuto allo scopo di incrementare la responsabilità degli stessi nelle attività dell’azienda coerenti con i valori della sostenibilità.

Ci racconta Felix Zanandrea: "prima del Bilancio non ci occupavamo del tema della solidarietà con le aziende partner, su questa e altre tematiche l’aiuto del consulente per noi è stato fondamentale”.

Gli stimoli forniti dalla Matrice dell’Economia del Bene Comune, che hanno incentivato un cambio di visione non solo all’interno dell’azienda ma anche nelle vite personali dei dipendenti, non sono stati pochi: ci racconta Christian Raffl che “avendo una famiglia con cinque figlie, il Bilancio ha cambiato direttamente il mio stile di vita in casa. Ora anche noi cerchiamo di fare attenzione alla provenienza e alla stagionalità dei prodotti, oltre che acquistare merci che abbiano un imballaggio il più possibile sostenibile”.

Per quanto riguarda le dinamiche lavorative, secondo Felix Zanandrea “il Bilancio ha avuto il merito di trasformare il nostro modo di lavorare. Io faccio parte di un reparto che spesso è in contrapposizione con il concetto della sostenibilità, infatti inviamo merci a clienti di tutto il mondo. Il processo innescato dal bilancio mi ha fatto interrogare su come rendere più sostenibile la mia area, arrivando a numerose soluzioni pratiche: abbiamo lavorato per cambiare gli imballaggi e al momento, per i prodotti surgelati, usiamo la lana di pecora al posto del polistirolo, che al contrario di esso è naturale e interamente biodegradabile. Per l’imballo stesso usiamo oggi cartone riciclato da noi stessi: abbiamo investito su una macchina tritacartone e trattiamo direttamente noi il cartone da riciclare.

 Perché fare il bilancio

“Per me il modello dell’Economia del Bene Comune è un modello economico alternativo e innovativo, che ti aiuta a pensare” ci spiega Ulrich Wallnöfer “per me è il modello del futuro perché non possiamo proseguire a realizzare business come fatto negli ultimi quarant’anni: bisogna ripensare questo approccio, per noi e la nostra comunità, e il modello proposto dall’Economia del Bene Comune è uno degli approcci ideali”.

Secondo Felix Zanandrea “Il Bilancio dell’Economia del Bene Comune è un bilancio molto importante, a cui dobbiamo dare sempre un maggiore valore in futuro e che dovrebbe essere reso obbligatorio, a certe condizioni, per legge: questo permetterebbe un approccio realmente alternativo di valorizzazione dell’azienda. Io suggerisco a tutte le aziende di realizzare questo Bilancio, perché oltre a fornire un quadro elaborato e ben definito della situazione dell’azienda, ha anche un impatto molto forte sulla sua strategia del futuro: a me personalmente ha dato uno spunto sull’importanza di concentrarsi ancora di più sulle tematiche discusse, che possano essere poi comunicate al meglio e ottimizzate sempre di più, nell’ottica dell’armonizzazione dei processi dell’azienda. Bisogna saper approfittare dei risultati che un Bilancio fornisce, è un aspetto fondamentale per l’azienda”.

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