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Un confronto sulla
rendicontazione non finanziaria
Intervista a Marta Avesani

 

Matrice del Bene Comune, GRI e Corporate Sustainability Assessment sono strumenti equivalenti?

Secondo una ricerca universitaria la matrice del bene comune è l’unica in grado di guidare le imprese verso la vera sostenibilità.

La matrice del bene comune risulta essere più adatta a guidare le imprese verso la vera sostenibilità rispetto agli strumenti della Global Reporting Initiative (GRI) o della Corporate Sustainability Assessment (CSA) di RobecoSAM. E’ questo l’esito della ricerca portata avanti nel 2015 da Marta Avesani, associata della Federazione per l’Economia del Bene Comune in Italia, nel quadro della sua tesi di laurea magistrale in Sustainable Territorial Development (STeDe).

Infatti, questi strumenti sembrano limitare il concetto di sostenibilità al perimetro dell’organizzazione, incentrandosi, quindi, sulla sostenibilità dell’impresa in sé, ovvero sulla sua capacità di perpetuarsi nel lungo periodo attraverso la minimizzazione dei rischi ambientali, sociali ed economici a cui è sottoposta. Tuttavia, la vera sostenibilità, un concetto elaborato dalla decana della Business School Lausanne, dr. K. Muff, non si può limitare ai confini di un’organizzazione e alla relazione con i suoi stakeholder, ma si propone come una visione globale di benessere, giustizia sociale ed equilibri ecosistemici in cui l’impresa è un attore al servizio del bene comune. La matrice ed il manuale del bene comune invitano, invece, ad analizzare l’impresa partendo da ciò che essa può apportare alla collettività e al pianeta.
I tre diversi strumenti di reporting non finanziario sono stati analizzati alla luce di alcuni principi identificati, nel quadro della ricerca, come distintivi della vera sostenibilità secondo la letteratura accademica sul tema. Tra questi si citano la coesistenza di elementi di eco e socio-efficienza ed efficacia, la sobrietà, l’equità intra ed inter-generazionale, la creazione di valore ambientale, sociale ed economico per il bene comune e l’accoglienza di una prospettiva outside-in, tipica di quelle organizzazioni animate dall’obiettivo di rispondere ai bisogni e alle sfide ambientali e socio-economiche del nostro tempo. Alcuni di questi principi sono risultati completamente assenti nel GRI e nella CSA, mentre altri sono presenti, ma interpretati in modo differente. Tutti i principi sono, invece, stati identificati nel manuale e nella matrice del bene comune.

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