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Italia Che Cambia
Bernhard Oberrauch e Stella Catto
Intervista sull’Economia del Bene Comune
Italia Che Cambia - Intervista a Bernhard Oberrauch e Stella Catto

Scritto il 1 febbraio 2018 da Paolo Cignini in Italia Che Cambia

Il viaggio entra nel vivo, alla scoperta dei protagonisti della Federazione Italiana dell’Economia del Bene Comune. Oggi con Bernhard Oberrauch, presidente della Federazione Italiana dell’Economia del Bene Comune, e Stella Catto, segretario della Federazione e consulente per l’Economia del Bene Comune, andiamo ad approfondire le caratteristiche del Bilancio del Bene Comune per le aziende, scoprendo come è impostata la Matrice dalla quale ricavare il Bilancio e le sue caratteristiche innovative ai fini del calcolo del valore etico, ambientale e umano dell’operato di un’azienda.

Il bilancio consente di mettere al centro dell’attività economica l’essere umano e tutti gli esseri viventi, nonché il funzionamento delle relazioni tra di loro. Trasferisce nel mercato i valori della solidarietà, dell’eco-sostenibilità, della partecipazione ai processi decisionali, proponendo di premiare i soggetti economici che agiscono e si organizzano per il beneficio comune in maniera cooperativa, solidale, ecologica e democratica. Parte fondante del bilancio dell’economia del bene comune è la Matrice del bene comune.

Bernhard Oberrauch presenta la Matrice del Bene Comune, cuore del progetto EBC, che è composta da una combinazione di valori: da un lato sono presenti gli stakeholders di un’azienda, cioè l’universo delle persone e delle entità interessate ai prodotti, ai servizi, allo stato ed al benessere dell’organizzazione. Nello schema della matrice, gli stakeholders sono illustrati nella parte verticale e sono nell’ordine: i fornitori di un’azienda, i proprietari e i partner finanziari, i collaboratori, i clienti/concorrenti e il contesto sociale in cui opera l’azienda.

Tutti gli stakeholders sono valutati prendendo in considerazione i valori fondanti dell’Economia del Bene Comune, illustrati nella riga orizzontale in alto: la dignità umana, la solidarietà e la giustizia, la sostenibilità ecologica, la trasparenza e la condivisione delle decisioni. “Incrociando tutti gli stakeholders di un’azienda con ogni valore posto nella riga orizzontale, possiamo avere un quadro davvero completo dell’azione di un’azienda rispetto ai valori dell’Economia del Bene Comune”.

Stella Catto racconta come si realizza il bilancio: “La prima fase della realizzazione del bilancio è quella di un’autovalutazione: l’impresa risponde ai valori sopra elencati della matrice in maniera autonoma, si tratta di un processo di riflessione e in un’attribuzione di un punteggio. La fotografia della situazione attuale dell’impresa. Contemporaneamente a questo è possibile individuare degli obiettivi di miglioramento: l’azienda che comincia il confronto con la matrice capisce cosa deve fare per andare nella direzione dell’Economia del bene Comune.

La seconda fase è la cosiddetta Peer Evaluation, la valutazione tra pari: in questa fase l’impresa che ha realizzato l’autovalutazione si può confrontare con altre realtà imprenditoriali”. Questo secondo passaggio è caratterizzato dallo scambio di valutazioni di minimi tre aziende tra di loro: ognuna valuta il bilancio dell’altra e viceversa e si va di conseguenza a confermare o modificare il voto iniziale dell’autovalutazione. “Questo è un ulteriore valore di consapevolezza da parte dell’azienda, caratterizzato anche da un percorso di scambio che rientra tra quelli che sono i principi e i valori fondanti dell’Economia del Bene Comune che sono la cooperazione, la solidarietà e il fare rete.

La terza e ultima fase della realizzazione del bilancio è la fase dell’Audit, “un momento di verifica esterna da parte di un auditor, formato appositamente all’interno della Federazione dell’Economia del Bene Comune e indipendente dall’azienda, che convalida quanto realizzato”.

Gli obiettivi dell’Economia del Bene Comune

L’obiettivo principale dell’Economia del Bene Comune è che il suo bilancio si affianchi a quello finanziario tradizionale stipulato dalle aziende e che questo sia reso obbligatorio per legge, o perlomeno auspicabile. Questa prospettiva potrebbe dar vita ad un sistema di incentivi fiscali ed economici, tali creare un sistema che permetta di premiare le aziende che fanno questo tipo di bilancio: “Adesso ci sono sempre più leggi a livello europeo che sostengono questa rendicontazione e che la premiano” spiega Bernhard Oberrauch.

 “Finora fare questo Bilancio dell’Economia del bene comune è stato un atto di volontariato: è vero che la sua realizzazione permette una buona visibilità all’azienda che l’ha stipulato, d’altro canto mancava un riconoscimento e un sostegno economico e finanziario riconosciuto dalla Legge. Qui in Italia siamo ancora all’inizio di questo processo, non a caso abbiamo deciso di comunicare con maggior forza il nostro messaggio: vogliamo che chi stipuli il bilancio, a fronte di un buon risultato, possa essere sempre più premiato da un punto di vista fiscale e di conseguenza economico, per non farlo rimanere un sogno nel cassetto. Siamo sulla strada giusta.”

I consulenti dell’economia del bene comune in italia


Ci dedicheremo poi per alcune puntate a scoprire le storie e le valutazioni di alcuni degli imprenditori che hanno realizzato il Bilancio dell’Economia del Bene Comune: Almacabio, Pur SüdTirol, Engl Hanns costruzioni, Euroform, Triade Bio e Sinergas. Scopriremo l’esperienza della Scuola superiore WFO Kafka di Merano e di come vengono insegnati i principi dell’Economia del Bene Comune tra i ragazzi. Incontreremo rappresentanti territoriali della Federazione italia come Lidia di Vece (che è anche la vice-presidente della Federazione italiana dell’Economia del Bene Comune ndr), Sara Didoni e alcuni dei consulenti come Francesco Badalini e Sandri Vittori, fino ai sostenitori come Margareta Maria Pabon Molina.

Nella speranza di poter approfondire in futuro altre storie del variegato e sempre più ricco mondo di esperienze dell’Economia del Bene Comune in Italia, auguriamo ai nostri lettori un buon viaggio nei nostri racconti e ringraziamo tutti coloro, sostenitori e intervistati, che hanno reso possibile questa bella e arricchente collaborazione. Buona lettura e buona visione!

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